Marathon: the day after

Le gambe bruciano, i piedi sono ancora gonfi e la camminata non mente: oggi é il giorno dopo la maratona.
Avevo quasi dimenticato cosa si prova, nonostante le emozioni fortissime, dopo quasi un anno tutto diventa sfuocato e meno vivido. Riprovare certe emozioni un’altra volta le fa vivere ancora più intensamente e consapevolmente.
Oggi per strada la mia camminata avrà sicuramente attirato qualche sguardo curioso, ma probabilmente a nessuno sarà passato per la testa che era il risultato dei postumi della maratona. Proprio i postumi del giorno dopo sono lí a ricordarti quanto sia stata grandiosa la giornata di ieri, perció io questi postumi li adoro, anche se chi mi guarda non caapisce perché scendendo le scale, oggi, sul mio viso ssi alterna un’espressione di dolore a un sorriso spavaldo.
La maratona di ieri é stata durissima, il meteo é stato cattivo, lungo il percorso ha soffiato un vento fortissimo che sembrava voler fermare la corsa di dodicimila runners.
I primi 20 km li ho sbranati, ero poco dietro al palloncino delle 4 ore e iniziavo a credere alla possibilità di migliorare il mio tempo sulla maratona, poi svoltato verso il golfo di Juan la brezza che aveva accompagnato la partenza e i primi km si era trasformato in un vento fortissimo che in alcuni punti dove soffiava piú forte, aveva rovesciato cassonetti, transenne, motorini, un vero e proprio freno a mano alla mia corsa che iniziava ad arrancare tra le follate di sabbia.
Sotto le sferzate del vento ho iniziato a rallentare, nella testa tanti pensieri frullavano veloci, avevo considerato tanti ostacoli ma non un vento cosí l’avevo nemmeno immaginato, quando con la sua forza mi faceva mangiare la sabbia che alzava dalla spiaggia e mi costringeva a camminare, nella mia testa prendeva forma l’idea che qualcosa voleva fermarmi.
Intorno al trentatresimo chilometro dopo un percorso dallo scenario meraviglioso, davanti ad una bella salita, mi passava accanto il palloncino delle 4 ore e 15, ho cercato di non lasciarlo andare ma poco dopo iniziava ad allontanarsi, fino a scomparire dalla mia vista qualche chilometro dopo e lí é arrivato il pensiero di mollare.
L’obiettivo che mi sarebbe piaciuto raggiungere era sfumato, tanto valeva fermarsi, cosí ho camminato un centinaio di metri, in compagnia di rabbia e delusione, poi un nuovo colpo di vento da capogiro mi ha scosso, non potevo mollare, avevo corso in una condizione meteo molto sfavorevole, non avrei potuto centrate l’obiettivo, peró potevo finire comunque la gara e cosí ho ripreso a correre.
Gli ultimi chilometri sono volati, avevo anche perso il conto dei cartelli che indicavano i km e con grande gioia ero già al quarantesimo, a quel punto ho iniziato a ripetermi “solo 5 minuti, tieni duro” mi son sembrati un’eternità ma alla fine ho tagliato il traguardo.
É stata davvero difficile, ma alla fine in 4 ore e 26 mi son portata a casa una dostissima e gloriosissima maratona.

3 responses to “Marathon: the day after

  1. dura correre così ma poi rimane il ricordo e la soddisfazione di aver portato a casa una gara in condizioni davvero difficili. venicemarathon 2012 – presente

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