Un blog scritto con i piedi ed i suoi perché / Maratona da spettatrice in streaming

Seguii il gruppo di maratoneti da casa, il gran giorno passai ore e ore sul pc, a vedere il loro puntino muoversi lungo il percorso. Quel giorno qualche pensiero iniziava a insinuarsi nella mia testa, ero orgogliosa di tutti quanti loro, stavano completando con successo una grande impresa sportiva.

Tutti loro, otto tra ragazze e ragazzi dai 27 ai 33 anni, infortunati e non, tagliarono i traguardo, forse non tutti con il tempo che avevano sognato e non al meglio delle loro possibilità, ma possono con orgoglio dire di avercela fatta.

Vederli tornare da quell’avventura zoppicanti ma entusiasti, vedere le loro medaglie portate con orgoglio al collo, sentire la gioia dei loro racconti, percepire da essi le grandi emozioni, la fatica e la voglia di non mollare ma trascinarsi insieme alla fine di quell’impresa mi avevano letteralmente investito di emozioni.

La loro impresa ha tanto più dello straordinario considerando che sono semplici appassionati e alcuni di loro (incoscienti) runners improvvisati che con soli 4 / 5 mesi di allenamenti alle spalle si sono buttati in quest’avventura. Purtroppo però gli effetti di un allenamento sregolato e poco calibrato, presto o tardi sono arrivati, a chi più, a chi meno ma dopo la maratona sono stati quasi inevitabili: dolori, infiammazioni e qualche terapia a seguire.

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